Marchi e Brevetti

Lo studio si occupa di tutela e registrazione di Marchi.

Offre un servizio di Consulenza e Assistenza a 360°, che spazia dalla verifica dei requisiti e ricerca di anteriorità alle pratiche di registrazione, fino alla protezione del marchio stesso e sorveglianza.

 

Il Marchio consiste in un segno distintivo.
I diritti del titolare del marchio d’impresa sono tutelati tramite la registrazione presso un registro pubblico (in Italia è l’Ufficio Italiano Marchi e Brevetti – UIBM).
Attraverso la registrazione, il titolare del marchio acquisisce il diritto di utilizzare in via esclusiva il marchio con riferimento alle classi di servizi/prodotti per cui è avvenuta la registrazione, a meno che il marchio registrato abbia acquisito una rinomanza tale da giustificare la c.d. tutela extra-merceologica.
Il Marchio registrato si estingue per mancato rinnovo o per decadenza determinata in particolare dal mancato uso effettivo del marchio per 5 anni.


Il Brevetto, invece, tutela le invenzioni di ogni settore della tecnica che sono nuove ed idonee ad avere un’applicazione industriale.
Per ottenere la tutela brevettuale è necessario depositare una domanda di brevetto all’UIBM.
La tutela garantita dal brevetto per invenzione è di 20 anni e non rinnovabile.

Per conoscere i costi di registrazione di un marchio è essenziale, prima di tutto, identificare e prevedere dove si svilupperà il vostro business nel corso degli anni.
In questo modo, sarà possibile ottimizzare le risorse e gli investimenti da effettuare, evitando inutili duplicazioni di costi.
Se la vostra attività viene o sarà intrapresa esclusivamente in Italia, il deposito nazionale, valido 10 anni e rinnovabile alla scadenza, rappresenta senza dubbio il miglior investimento da intraprendere.

I costi fissi per la registrazione del marchio italiano, indicativamente, sono:
- 101 € per le tasse all’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi;
- 40 € per spese amministrative;
- 16 € per la marca da bollo;
- 34 € per proteggere ogni classe di prodotti / servizi oltre la prima.
L’attività di deposito di un marchio registrato può essere svolta anche personalmente, cioè senza l’assistenza di un professionista specializzato. Tuttavia, va tenuto presente che le Camere di Commercio non svolgono un’attività di consulenza legale specializzata, ma solo un’attività amministrativa e burocratica. Di conseguenza, il rischio che il marchio non venga registrato a causa della presenza di marchi identici/simili al proprio e la cui esistenza viene ignorata o la possibilità che l’Ufficio Brevetti e Marchi emetta delle obiezioni (per genericità/descrittività del marchio, ecc.) ricade esclusivamente sull’utente, che può ritrovarsi con la perdita dell’investimento e con danni all’immagine, oltre che non tutelato legalmente sul mercato di interesse, beneficiando così i propri concorrenti.

Alla luce di ciò, prima di registrare un marchio e conoscere il costo di registrazione, è consigliabile verificare con l’aiuto di un professionista specializzato la migliore strategia di deposito, grazie agli strumenti legali più aggiornati a disposizione, per cercare di prevedere i possibili scenari e salvaguardare così l’investimento che s’intende intraprendere.

Prima di effettuare il deposito di una domanda di brevetto, sarebbe consigliabile controllare che l’oggetto di cui si chiede tutela sia effettivamente nuovo.
Anche se una tale indagine non è assolutamente obbligatoria, dato che l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi non effettua alcun tipo di controllo sulla novità, è spesso opportuno effettuarla, soprattutto se si ha intenzione di produrre e commercializzare il prodotto in prima persona.
La ricerca di novità, però, deve essere effettuata non solo a livello italiano ma internazionale, anche nel caso in cui si decida di effettuare il deposito solo in Italia.

Affinché un brevetto possa dirsi valido, è indispensabile che esso non esista in nessuna parte del mondo, sia sotto forma di altro brevetto, sia come oggetto liberamente commercializzato, ma privo di alcuna privativa industriale.

Teoricamente, quindi, prima di depositare un brevetto, occorrerebbe effettuare una ricerca internazionale su prodotti analoghi coperti da brevetto ed anche un’indagine di mercato concreta per valutare se non esistano in commercio oggetti simili.

Ovviamente una tale indagine è complessa per cui, solitamente, ci si avvale del supporto di professionisti preparati e/o legali.

Nella maggiore parte delle ipotesi, del resto, le rivalse provengono sempre da chi ha effettuato depositi di brevetto anteriori, mentre la preesistenza sul mercato di un oggetto identico e non brevettato potrebbe servire solo come mezzo per annullare l’eventuale brevetto concesso.